Frank Darabont riesce a far generare dipendenza per questa serie tv , trasformandola in un virus che non si riesce a debellare in nessun modo.

Frank Darabont riesce a far generare dipendenza per questa serie tv

Inizialmente la  mano fatata di Frank Darabont (ahimè  licenziato nella seconda stagione )  riesce a far generare dipendenza per questa stupenda serie tv , trasformandola in un virus che non si riesce a debellare in nessun modo.

Ti trasforma in un morto vivente che aspetta solo il momento di sedersi davanti al televisore e vedere come se la cavano Daryl e gli altri.

Nel tempo però  La trasposizione tv  del fumetto creato da Robert Kirkman in maniera paradossale smarrisce la sua missione.

Arrancando faticosamente come un vagante,  nella stupenda prima stagione si faceva  risaltare una lotta senza quartiere per la sopravvivenza in un contesto post apocalittico dove gli zombie vagavano famelici in cerca di vivi da divorare  nel quale un gruppo di persone di carattere, personalità ed estrazione sociale diverse che  cercano di sopravvivere in ogni modo e con ogni mezzo.

Sono quasi 9  le stagioni andate in onda fino ad ora, e fra qualche puntata capolavoro e qualche puntata un po’ più fiacca, naturale processo di ogni serial tv, la passione per questo show aumenta e i suoi personaggi e le dinamiche createsi all’interno del gruppo evolvono, con sviluppi interessanti, inaspettati e dolorosi.

Certo, questa maggiore introspezione dei personaggi ha reso gli stessi più profondi, e reali, cosa molto importante certo, ma dall’altra parte  ne ha rotto gli equilibri, questa ricerca sempre più profonda dell’anima  dei vari personaggi ha inevitabilmente relegato ”i vaganti” a  mere creature di contorno, che non incutono più alcun timore anzi provocano una notevole tristezza.

in alcune situazioni vengono schiacciati come scarafaggi con un coltellino svizzero, e in altri sono così pericolosi da riuscire a sopraffare i vivi anche se armati fino ai denti.

Mi permetto di dire che a volte serpeggia la sensazione  che gli sceneggiatori si ricordano della pericolosità dei vaganti solo quando decidono di eliminare il  personaggio di turno.

Da questa attenta analisi si può dire che da sempre  il più grande il nemico dell’uomo è l’uomo stesso  con la sua inaudita crudeltà.

Ovvero la supremazia dell’uomo sull’uomo.

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