The Walking Dead: Recensione episodio 1x01 – I giorni andati, un amico mi ha proposto questa serie, all'inizio ero scettica e invece......

The Walking Dead: Recensione episodio 1×01 – I giorni andati

The Walking Dead: Recensione episodio 1×01 – I giorni andati

Quando un amico mi ha proposto di iniziare a guardare questa serie, ormai alla nona edizione e a breve alla decima, ero a dir poco scettica. “The walking dead”: morti che camminano, carni macellate, tanto  sangue, schifezze orripilanti, splatter insomma. Già, quei tipi truccati malamente che da ragazzini andavamo a vedere al cinema  per farci due risate tanto erano kitsch. La solita americanata, mi sono detta,  come se fossi una spocchiosissima intellettuale con la puzza sotto il naso. E invece…

Premetto che anche se non sono un’amante del genere horror, apprezzo molto i thriller ben congeniati e che, di fatto, ho fin da subito gradito le inquadrature del regista e sceneggiatore Frank Daranbont.

Belle le sequenze di immagini, che parlano molto più delle parole.

Mi aspettavo un susseguirsi serrato di scene dialogate con gente urlante ovunque, invece, in questa puntata pilota andata in onda nove anni fa sulla AMC, il silenzio è il vero protagonista.

L’assenza di dialoghi e di musica di sottofondo in moltissime scene serve a mantenere alta la tensione nello spettatore ma, al contempo, ne favorisce il coinvolgimento.

Vi sono soltanto un paio di momenti in cui sentiamo la musica, e in entrambe le scene riveste un ruolo chiave. In una di queste il vice sceriffo Rick Grimes rientra nella sua abitazione e la trova deserta.

Suo malgrado l’uomo prende inevitabilmente consapevolezza della situazione, e irrompe in un pianto scosso da singulti. In questo caso la musica classica acutizza il dolore lacerante del poliziotto di fronte all’ipotesi che suo figlio e la moglie siano morti oppure, nel peggiore dei casi, che siano stati infettati trasformandosi in Zombie.

Un’altra scena accompagnata dalla musica, non a caso, è quella in cui Morgan (l’uomo  di colore che ha dato assistenza al vice sceriffo e unico superstite insieme al figlio ad essere rimasto in città tra gli zombie) ammira le foto della moglie sorridente quando ancora era in vita.

La donna purtroppo è stata infettata e vaga disperatamente in compagnia di altri non morti per le strade della città.

L’unico modo di abbattere definitivamente  i non morti, e quindi cessare definitivamente la loro agonia,  è colpirli alla testa.

Morgan vorrebbe uccidere sua moglie per risparmiarle un ulteriore patimento, ma di fronte agli occhi sgranati della madre di suo figlio, non riesce a premere il grilletto e cade in un pianto sommesso.  In entrambe le scene il lato umano è preponderante e dà una forte impronta a tutta la vicenda.  Oltre alla cura dell’ambientazione, il registra infatti punta molto sulla bravura degli interpreti.

L’attore Andrew Lincoln, nella serie il vice sceriffo Rick Grimes, non è il classico belloccio da commedia americana come si può credere a una prima un’occhiata, poiché già in questo pilot dimostra buone doti interpretative.

Morgan Jones invece è il primo personaggio vivente incontrato da Rick dopo il risveglio dal coma

(nei giorni in cui il poliziotto era privo di conoscenza si capisce che in città si è scatenata la pandemia) ed è interpretato dal bravissimo Lennie James, attore britannico di origine Trinidadiana dalla variegata esperienza cinematografica e televisiva.

E’ Morgan che spiega a Rick come, grazie all’ultima comunicazione ascoltata via radio, ha potuto capire che  la popolazione veniva invitata a rifugiarsi a Atalanta, luogo in cui l’esercito avrebbe messo in sicurezza i sopravvissuti, mentre il Centro di Controllo Malattie si sarebbe adoperato per trovare una cura efficace al fine di arginare e debellare l’epidemia. Morgan e il figlio tuttavia decidono di rimanere in città.

Nonostante il non detto sia superiore all’esplicato, si intuisce che l’uomo vuole restare per trovare il coraggio di uccidere definitivamente la moglie e liberarla così dalla terribile condizione in cui è costretta.

Il vice sceriffo invece vuole a tutti costi trovare suo figlio Carl e la moglie Lori. Decide così di partire con l’auto di servizio alla volta di Atlanta.

Durante il tragitto deve lasciare la vettura per mancanza di rifornimenti, ma riesce comunque a recuperare un cavallo da una fattoria abbandonata, in  modo tale da raggiunge la città.

Come avviene nella scena iniziale dell’ospedale, anche in questo caso la suspense tocca un livello di tensione molto alto. La città appare stranamente deserta, ma è solo un’impressione.

Dopo pochi istanti, infatti, attirati dallo scalpitare del cavallo, arrivano frotte di non morti.

A questo punto Rick sembra spacciato. Il vice sceriffo viene sbalzato dal cavallo e il povero animale in viene dapprima smembrato e poi divorato dalle fauci  assetate di sangue dei non morti. Sebbene gli zombie di Darabont non siano in grado di correre (si trascinano infatti molto lentamente sulle gambe) sono talmente numerosi da non lasciare vie di fuga al protagonista. Ad ogni modo, Rick riesce miracolosamente a farsi scivolare e rinchiudersi dentro un mezzo blindato dell’esercito.

Una volta all’interno, dalla ricetrasmittente una voce beffarda si rivolge direttamente al vice sceriffo: “hey tu, coglione, stai comodo dentro il carro armato?” Con questa frase curiosa si conclude il primo episodio, lasciando lo spettatore sicuramente interessato a conoscere il seguito.

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