The Walking Dead: Recensione episodio 1×02 – Una via d'uscita,In questo episodio Frank Darabont si focalizza sulle dinamiche interne dei vari personaggi.

The Walking Dead: Recensione episodio 1×02 – Una via d’uscita

The Walking Dead: Recensione episodio 1×02 – Una via d’uscita

In questo secondo episodio Frank Darabont focalizza l’attenzione sulle dinamiche interne dei vari personaggi, mettendone in risalto alcuni aspetti del loro carattere.  La suspense varia rispetto al pilot, il silenzio dell’episodio precedente, infatti,  lascia il posto ai dialoghi dei superstiti, ai loro vissuti, ai loro ricordi.

In ogni personaggio emerge la netta consapevolezza che la realtà antecedente alla pandemia non tornerà mai più.

Questo evento drammatico, che ha sconvolto la loro  quotidianità, scava un solco più o meno profondo nella loro psiche: alcuni sapranno adattarsi meglio alla nuova situazione, mentre altri cederanno allo sconforto con maggiore facilità.

The Walking Dead: Recensione episodio 1×02 – Una via d'uscita,In questo episodio Frank Darabont si focalizza sulle dinamiche interne dei vari personaggi.

Ad ogni modo, tendenzialmente, possiamo constatare che chi è sopravvissuto non intende arrendersi, sebbene all’orizzonte le possibilità di salvezza appaiano remote.

Nella scena iniziale, il gruppo di rifugiati accampati nella cintura esterna di Atlanta tenta di mettersi in contatto via radio con altri sopravvissuti.

Tra di loro c’è Lori, moglie del vice sceriffo e donna dai modi bruschi e decisi. Nonostante l’apparenza di donna forte, l’incertezza di Lori trapela con chiarezza, evidentemente a causa del rimorso provato nei confronti del marito.

All’inizio di questo episodio, infatti, la donna si apparta con il tenente Shane, ex collega e amico di Rick Grimes.

Quando Lori si toglie la maglietta, l’inquadratura indugia a lungo sul dettaglio della sua collana dove spicca la fede nuziale. Lori cerca di tenere nascosta la relazione con Shane al resto del gruppo, perché teme la reazione del figlio Carl.  Questi, infatti, sembra aver intuito qualcosa circa la liaison dei due. Il bambino non parla, ma i suoi occhi malinconici tradiscono la sua sofferenza.

Il tenente invece non mostra nessun disagio o scrupolo nel fare sesso con la moglie del suo vecchio amico, tanto è assorbito dalla passione.

La maggior parte delle scene è ambientata nella città di Atlanta, dove avevamo lasciato Rick alla fine del primo episodio. Il vice sceriffo, intrappolato all’interno di un carro armato, decide di ascoltare i suggerimenti della voce proveniente dalla ricetrasmittente riuscendo così a salvarsi la pelle. Glenn, Un ragazzo dai tratti orientali,conduce Rick al sicuro all’interno di un centro commerciale dove vive barricato un esiguo gruppo di sopravvissuti: oltre a Glenn, ci sono Andrea, Jacqui, Morales, T-Dog e Merle Dixon.

Da una prima occhiata sommaria, possiamo ipotizzare che i superstiti, con le loro caratteristiche e peculiarità, rappresentino in piccola scala la società statunitense.

  • C’è Glenn, ragazzo d’origine orientale, sveglio e intraprendente che dimostra doti di lungimiranza e coraggio.
  • Jacqui, un’afroamericana ed ex impiegata all’urbanistica, che appare pacata ma al contempo sicura di sé.
  • Morales invece è un immigrato del Sudamerica , probabilmente messicano, che non esiste nel fumetto da cui è tratta l’omonima serie, ma che è stato introdotto da Darabont evidentemente per arricchire gli episodi successivi.
  • Andrea è un’affascinante signora bionda che inizialmente è infuriata con Rick per aver messo in pericolo il gruppo, mentre in seguito sembra simpatizzare con il vice sceriffo, tanto che gli confiderà come anche lei stia cercando di ritrovare un suo familiare, sua sorella minore Amy.
  • T-Dog è un giovane uomo di colore un po’ impacciato che subisce l’ira di
  • Merle Dixon. Quest’ultimo, oltre ad essere facile alla collera, è razzista e violento.

Anche questo personaggio, come Morales, non esiste nel fumetto ed è stato creato appositamente per la serie dallo  sceneggiatore.

Sebbene sia ancora prematuro tratteggiare un’analisi, sicuramente, attraverso le varie dinamiche , possiamo farci un’idea di quali saranno i personaggi che svolgeranno un ruolo rilevante nella show.

In questo episodio l’ambiente circostante è tutt’altro che secondario. Le tonalità del grigio sono predominanti in tutte le scene girate in città: i palazzi, le strade d’asfalto sgombre di auto, gli abiti dei non-morti , le  vetture abbandonate, gli infissi di metallo, il cielo con le nubi scure che si avvicinano. Ogni cosa ha assunto un “non colore” (il grigio appunto), a sottolineare che siamo approdati nella terra di nessuno, nella città popolata ormai solamente da famelici zombie.

Solo il rosso del sangue fa da contrasto a questo chiaroscuro.

The Walking Dead: Recensione episodio 1×02 – Una via d'uscita,In questo episodio Frank Darabont si focalizza sulle dinamiche interne dei vari personaggi.

Il rosso contorna i loro putridi liniamenti   le loro vesti a brandelli, le loro mani pronte a dilaniare la carne dei vivi.

Il rosso è anche l’escamotage inventato da Rick Grimes per portare tutti alla salvezza: fare a pezzi un morto e cospargersi del suo sangue per passare inosservati tra gli zombie. Oltre ai rumori, infatti,sono attratti dall’odore dei vivi. Comportandosi come uno zombie, il protagonista cerca di recuperare un furgone per trasportare lui e gli altri superstiti fuori dalla città.

Se nel primo episodio potevamo nutrire ancora qualche dubbio, adesso è evidente che è Rick il leader, l’unico a dimostrare di possedere una lucida visione d’insieme che gli permette di individuare una via d’uscita anche nelle situazioni all’apparenza prive di una possibile via di fuga. Il “poliziotto gentile”, come si definisce il protagonista, è in realtà il vero e proprio eroe di questa serie che si preannuncia già ricca di colpi di scena.

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